Forum Immigrazione – 25 gennaio 2015


La giornata dedicata all’immigrazione, sabato 24 gennaio 2015, è stata un momento molto bello, interessante e colorato, di scambio e di ascolto. L’eurodeputata Cècile Kyenge ha ascoltato le problematiche portate alla sua attenzione da diverse associazioni, fra cui la nostra scuola, CPIA di Trezzano, attraverso la lettera scritta dagli studenti di italiano LEGGI QUI

La Sig.ra Kyenge ci ha assicurato che la sua attenzione verso le difficoltà delle comunità straniere è costante, e che il parlamento europeo non è un’istituzione inutile ma anzi, può essere uno strumento importante per la soluzione delle problematiche, occorre però essere presenti e assidui per lavorare a favore del proprio paese, pur nel contesto della collaborazione comune.

Altre immagini  alla sezione “LE NOSTRE FOTO”

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A colloquio con l’europarlamentare Cècile Kyenge

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La comunità senegalese

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2 commenti su “Forum Immigrazione – 25 gennaio 2015

  1. mi spiega per favore cosa intende: …..occorre però essere presenti e assidui per lavorare a favore del proprio paese, pur nel contesto della collaborazione comune….. lavorare a favore del proprio paese…. quale? Se intende l’Italia chiariamo che non è il “Loro” paese, se parla del paese da cui provengono mi chiedo perchè non sono rimasti a lottare per il loro paese, perchè hanno lasciato le donne e scappati da vili, perchè hanno impoverito il loro paese di una gioventù che al loro paese non potranno mai sostituire!!!

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    • Glielo spiego volentieri: l’europarlamentare Kyenge ha la cittadinanza italiana, di conseguenza quando dice “il nostro paese” intende l’Italia. (Non si lasci fuorviare dal colore della pelle, ad es. gli Usa sono pieni di afroamericani con la cittadinanza…)
      Le problematiche di cui si parla sono relative all’integrazione e alla gestione di arrivi di persone con una cultura e un background diverso dal nostro, e quindi la necessità di collaborare fattivamente e positivamente fra di noi. Proprio con il bene dell’intero paese in mente, perchè se le cose non funzionano fra etnie è un problema per tutti.
      Sulla sua ultima considerazione la mia personale opinione è che spesso non sappiamo di cosa stiamo parlando: ad es. i 28.000 giovani della prima ondata di profughi dalla Libia del 2011 lavoravano in Libia senza problemi e spedivano le rimesse economiche nei paesi d’origine alle loro famiglie. Allo scoppio della guerra vennero radunati dal regime, imprigionati e poi scaraventati sulle nostre coste. Nel processo persero tutto, compresi i risparmi depositati. Arrivarono in Italia padroni di una maglietta un pantalone e le infradito. Le loro famiglie non seppero niente di loro per mesi. E tutto ciò a seguito della nostra politica estera. Questo è solo un esempio della complessità delle situazioni. Se vuole venirci a trovare le faremo conoscere altre realtà

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